Residenza fiscale e non residenti5 min read

Obblighi dichiarativi per non residenti in Italia: cosa dichiarare

I non residenti in Italia dichiarano solo i redditi di fonte italiana (lavoro, locazioni, dividendi, plusvalenze, pensioni) tramite il Modello Redditi PF.

Ultima revisione
marzo 2025

I non residenti in Italia sono tassati solo sui redditi di fonte italiana e devono rispettare specifici obblighi dichiarativi. Di seguito una panoramica dettagliata dei redditi da dichiarare e delle regole fiscali applicabili.

Chi è considerato non residente ai fini fiscali italiani

Una persona è considerata non residente secondo le regole illustrate dalla pagina Agenzia delle Entrate — Residenza fiscale se non:

  • Trascorre 183 o più giorni in Italia nel corso dell'anno.
  • È iscritta all'Anagrafe della popolazione residente in Italia.
  • Ha il proprio centro principale di interessi economici o personali in Italia.

Aggiornamento recente: il test di residenza è stato riformato dal 2024: la presenza fisica in Italia per oltre la metà del periodo d'imposta (computando anche le frazioni di giorno) è oggi sufficiente di per sé a determinare la residenza fiscale, in aggiunta ai criteri preesistenti di iscrizione anagrafica, domicilio e residenza. Consulti la pagina Agenzia delle Entrate — Residenza fiscale per le regole attuali.

Tipologie di reddito che i non residenti devono dichiarare

L'Italia tassa i non residenti solo sui redditi di fonte italiana. Le principali categorie che fanno scattare gli obblighi fiscali italiani sono le seguenti.

1. Redditi di lavoro dipendente e autonomo

  • I redditi da lavoro svolto in Italia (sia dipendente sia autonomo) devono essere dichiarati, a prescindere dal Paese di residenza fiscale del contribuente.
  • Il luogo in cui l'attività lavorativa è svolta determina il collegamento con la fonte italiana.

2. Canoni di locazione da immobili italiani

  • I canoni di locazione di immobili situati in Italia sono pienamente tassabili in Italia, indipendentemente dal Paese di residenza del proprietario.
  • Rientrano sia le locazioni a lungo termine sia quelle a breve termine (incluse le locazioni turistiche).
  • I non residenti possono di norma scegliere tra due regimi principali:
    • Cedolare secca (cedolare secca): aliquota del 21% sul canone lordo (o 26% in casi specifici, come per più unità immobiliari). In questo regime non sono ammessi oneri deducibili.
    • Regime ordinario IRPEF: tassazione con aliquote progressive (dal 23% al 43%) sul 95% del canone lordo; alcune spese sono deducibili.

3. Redditi di capitale e da investimenti

  • Dividendi, interessi e altri redditi di capitale corrisposti a non residenti da soggetti italiani sono generalmente soggetti a ritenuta alla fonte. L'aliquota ordinaria può variare e le convenzioni contro le doppie imposizioni possono ridurla o escluderla.
  • I proventi dalla cessione di quote di società immobiliari italiane sono anch'essi considerati redditi di fonte italiana.

4. Plusvalenze immobiliari

  • Le plusvalenze derivanti dalla cessione di immobili italiani sono tassabili in Italia, salvo specifiche esenzioni (ad esempio nel caso di possesso superiore al termine di legge, attualmente 5 anni in Italia, oppure di utilizzo come abitazione principale).

5. Pensioni e royalties

  • Le pensioni corrisposte da un ente previdenziale italiano sono generalmente tassate in Italia, salvo quanto diversamente previsto dalle convenzioni applicabili.
  • Anche le royalties corrisposte da società italiane sono generalmente soggette a imposta italiana con l'aliquota di ritenuta prevista, che le convenzioni possono ridurre.

Obblighi dichiarativi e processo

  • Modello di dichiarazione: i non residenti devono presentare la dichiarazione utilizzando il Modello Redditi PF, non il più semplice Modello 730 riservato ai residenti.
  • Ritenute alla fonte: se i redditi di fonte italiana (come i redditi da lavoro o da investimento) sono già stati assoggettati a ritenuta definitiva alla fonte, può non essere necessario dichiararli nuovamente.
  • Scadenze: il periodo d'imposta italiano coincide con l'anno solare. Le dichiarazioni sono generalmente dovute tra maggio e novembre dell'anno successivo, a seconda della modalità di presentazione.
  • Addizionali: alle aliquote IRPEF possono aggiungersi addizionale regionale e addizionale comunale, con aliquote variabili in base alla localizzazione.
  • Oneri deducibili: i non residenti possono far valere alcuni oneri fino al 19% del reddito imponibile, tra cui spese sanitarie, interessi sui mutui relativi a immobili italiani e donazioni a enti italiani.

Sanzioni e aspetti di doppia imposizione

  • Sanzioni: omettere la dichiarazione dei redditi di fonte italiana può comportare sanzioni e interessi significativi.
  • Convenzioni contro le doppie imposizioni: le convenzioni stipulate dall'Italia con numerosi Paesi possono ridurre o escludere alcune imposte italiane, oppure riconoscere crediti per evitare la doppia imposizione. È sempre necessario verificare il contenuto specifico della convenzione applicabile.

Conclusione

In sintesi, i non residenti sono tenuti a dichiarare e pagare le imposte su tutti i redditi di fonte italiana, in particolare redditi da lavoro e canoni di locazione, ma anche su alcuni redditi da investimento e plusvalenze derivanti dalla cessione di beni italiani. Le regole possono essere complesse e variano in base alle circostanze individuali, inclusa la convenzione fra il Paese d'origine e l'Italia.

Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza fiscale, legale o finanziaria personalizzata. Le regole fiscali italiane cambiano di frequente: verifichi sempre la propria situazione specifica consultando le indicazioni aggiornate dell'Agenzia delle Entrate o si rivolga a un commercialista qualificato.