Residenza fiscale e non residenti6 min read

Gli studenti con visto per studio in Italia hanno obblighi fiscali?

Chi ha un visto per studio in Italia può avere obblighi fiscali a seconda dei redditi e della residenza. Borse di studio, lavoro part-time, tirocini, regola dei 183 giorni e guida completa per restare conformi.

Ultima revisione
marzo 2025

Se ha in programma di venire in Italia per studiare, comprendere i propri obblighi fiscali è fondamentale, soprattutto se intende svolgere lavori part-time o attività freelance durante il soggiorno. Molti espatriati e studenti internazionali si chiedono: devo pagare le tasse italiane con un visto per studio? Vediamo nel dettaglio quando gli studenti stranieri sono tenuti a presentare la dichiarazione o a pagare le imposte in Italia, per aiutarLa ad affrontare in modo sereno e conforme questa esperienza.

Implicazioni fiscali per chi ha un visto per studio in Italia

1. Nessun reddito, nessun obbligo fiscale italiano

  • Il solo possesso di un visto per studio non La rende residente fiscale. Se si trova in Italia esclusivamente per studiare e non percepisce alcun reddito italiano durante il soggiorno, in generale non è tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi.
  • Le borse di studio e alcuni contributi erogati esclusivamente per finalità di studio o ricerca sono di norma esenti da imposte. Confermi comunque lo status di esenzione con la Sua università o con l'ente erogatore.

2. Percepire redditi con il visto per studio

Se decide di lavorare part-time, svolgere un tirocinio retribuito o attività freelance durante il visto per studio in Italia, maturano obblighi fiscali specifici. Ecco cosa sapere:

  • Ottenere il codice fiscale: Le servirà un codice fiscale per essere pagato o stipulare contratti. Consulti la pagina Agenzia delle Entrate — Codice Fiscale per i dettagli sulla richiesta.
  • Registrarsi presso l'Agenzia delle Entrate: prima di ricevere pagamenti, deve essere registrato presso il Fisco italiano.
  • Presentare la dichiarazione annuale, se dovuta: se il reddito (da lavoro dipendente o autonomo) supera le soglie nazionali o regionali, o se percepisce redditi da libera professione, potrebbe dover presentare una dichiarazione, di norma il Modello 730 o il Modello Redditi PF.
  • Come si riscuotono le imposte: per i lavoratori dipendenti, le imposte sono di norma trattenute dal datore di lavoro. Per i lavoratori autonomi con partita IVA, è Lei a dover gestire e dichiarare annualmente le imposte.
  • Aliquote fiscali: le aliquote nazionali italiane vanno dal 23% al 43% in base agli scaglioni, oltre alle addizionali regionali e comunali.
  • Residenza fiscale e regola dei 183 giorni: se rimane in Italia per più di 183 giorni in un anno solare, può essere considerato residente fiscale italiano, con la conseguenza che i redditi ovunque prodotti potrebbero essere tassabili in Italia. I criteri completi sono spiegati nella pagina Agenzia delle Entrate — Residenza fiscale.
  • Non residenti: se il Suo soggiorno dura meno di 183 giorni in un anno, solo i redditi di fonte italiana sono soggetti a imposta italiana.

Nota sugli aggiornamenti recenti: il criterio di residenza italiana è stato riformato a partire dal 2024. La presenza fisica in Italia per più di metà del periodo d'imposta (conteggiando anche le frazioni di giorno) è oggi sufficiente, da sola, a stabilire la residenza fiscale, accanto ai criteri esistenti di iscrizione anagrafica, domicilio e residenza. Consulti la pagina Agenzia delle Entrate — Residenza fiscale per le regole vigenti.

Esempio: cittadino statunitense con visto per studio in Italia

Per illustrare come funzionano queste regole nella pratica, consideriamo uno scenario comune per studenti statunitensi in Italia:

  • Solo borsa di studio o sostegno familiare: se non ha redditi di fonte italiana e si affida esclusivamente a borse di studio, contributi o fondi provenienti dal Suo Paese, non è tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi italiana né a pagare imposte italiane.

  • Lavoro part-time in Italia: se accetta un lavoro part-time (ad esempio in un caffè italiano) deve:

  • Ottenere un codice fiscale.

  • Registrarsi presso l'Agenzia delle Entrate.

  • Pagare l'imposta sui redditi sui guadagni italiani, di norma trattenuta dal datore di lavoro.

Esempio di aliquota: i primi 28.000 € di reddito imponibile sono tassati al 23%. L'aliquota cresce progressivamente con l'aumentare del reddito.

  • Obblighi fiscali statunitensi: come cittadino USA, deve continuare a presentare la dichiarazione dei redditi americana, dichiarando i redditi ovunque prodotti, anche se vive temporaneamente in Italia. Fortunatamente, Stati Uniti e Italia hanno una convenzione fiscale che aiuta a evitare la doppia imposizione, e crediti o esclusioni (come la Foreign Earned Income Exclusion, FEIE) possono contribuire a ridurre il Suo debito fiscale USA.

Il visto per studio come percorso oltre lo studio

Il visto per studio italiano è sempre più utilizzato come via di accesso all'Italia per persone di tutte le età, non solo per gli studenti tradizionali. Alcuni punti chiave:

  • Non esiste un limite massimo di età per richiedere un visto per studio: studenti più maturi possono iscriversi a corsi di laurea, specializzazioni o dedicarsi alla ricerca.
  • Al termine del corso, i titolari di visto per studio possono spesso convertire il proprio permesso di soggiorno per lavoro o ricerca, aprendo la strada a una possibile residenza di lunga durata o, in futuro, alla cittadinanza.

Punti chiave per chi ha un visto per studio in Italia

  • Nessun reddito, nessuna tassa: chi ha un visto per studio e non percepisce redditi di fonte italiana è generalmente esonerato dalla dichiarazione e dal pagamento delle imposte italiane.
  • I redditi fanno sorgere obblighi: percepire redditi con un visto per studio significa doversi registrare presso il Fisco, potenzialmente presentare la dichiarazione e diventare residente fiscale se il soggiorno in Italia supera i 183 giorni nell'anno.
  • Cittadini statunitensi e doppia dichiarazione: continui a presentare la dichiarazione nel Suo Paese di origine e valuti convenzioni, crediti o esclusioni per ridurre la doppia imposizione.
  • Pianifichi per soggiorni lunghi: il visto per studio può essere il Suo ingresso in Italia, permettendo una residenza di lunga durata quando abbinato a una transizione da studio a lavoro.

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Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza fiscale, legale o finanziaria personalizzata. Le regole fiscali italiane cambiano di frequente: verifichi sempre la propria situazione specifica consultando le indicazioni aggiornate dell'Agenzia delle Entrate o si rivolga a un commercialista qualificato.