Cos'è la ritenuta d'acconto
La ritenuta d'acconto è un meccanismo di riscossione anticipata dell'IRPEF alla fonte: il soggetto che paga un compenso a un professionista (il "sostituto d'imposta") è obbligato per legge a trattenere una percentuale del compenso e versarla direttamente all'Agenzia delle Entrate per conto del professionista. La ritenuta è "d'acconto" perché non è l'imposta definitiva: si accredita poi nella dichiarazione dei redditi, riducendo l'IRPEF effettivamente dovuta.
È un meccanismo di pagamento anticipato e parziale delle imposte, non un'imposta aggiuntiva.
A chi si applica
La ritenuta d'acconto si applica ai compensi corrisposti a:
- Lavoratori autonomi che esercitano arti e professioni (avvocati, commercialisti, architetti, consulenti, ingegneri, medici con Partita IVA, ecc.)
- Agenti e rappresentanti di commercio
- Alcuni redditi diversi (diritti d'autore, cessione di know-how)
Non si applica ai compensi corrisposti a soggetti in regime forfettario: i forfettari non subiscono la ritenuta d'acconto proprio perché il loro regime prevede un'imposta sostitutiva separata.
Le aliquote
- 20% — per i lavoratori autonomi residenti fiscalmente in Italia
- 30% — per i professionisti non residenti in Italia che ricevono compensi di fonte italiana
La ritenuta si calcola sul compenso lordo, al netto di eventuali rimborsi spese documentati e analitici (che non concorrono alla base imponibile della ritenuta).
Come funziona nella pratica
Quando un professionista emette una fattura, sulla fattura stessa viene indicata la ritenuta. Esempio pratico:
- Onorario: €1.000
- IVA 22%: €220
- Ritenuta d'acconto 20%: -€200
- Totale da pagare dal committente: €1.020 (l'onorario netto + IVA, meno la ritenuta)
Il committente:
- Paga al professionista €1.020
- Versa all'Agenzia delle Entrate la ritenuta di €200 entro il 16 del mese successivo, tramite Modello F24
Il professionista ha incassato €1.020, ma la sua posizione fiscale include quei €200 già versati per suo conto.
Come si recupera nella dichiarazione dei redditi
A fine anno, il professionista calcola la propria IRPEF totale sul reddito complessivo. Dalle ritenute operate durante l'anno risulta già anticipata una quota di IRPEF. In dichiarazione:
- Se l'IRPEF totale è superiore alle ritenute subite: deve versare la differenza
- Se l'IRPEF totale è inferiore alle ritenute: ha un credito che può essere rimborsato o compensato con altri tributi
Le ritenute subite nell'anno si documentano con la Certificazione Unica che ogni committente rilascia entro febbraio dell'anno successivo.
Ritenuta d'acconto e non residenti
I professionisti non residenti che percepiscono compensi da soggetti italiani subiscono una ritenuta del 30%, normalmente a titolo definitivo (non d'acconto), salvo che la convenzione contro la doppia imposizione tra l'Italia e il Paese di residenza non preveda aliquote ridotte o l'esenzione. In quel caso il professionista non residente deve richiedere al committente l'applicazione dell'aliquota convenzionale, presentando il certificato di residenza fiscale estera.