Cos'è il regime degli impatriati
Il regime degli impatriati è un'agevolazione fiscale prevista dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (art. 16 del D.Lgs. 147/2015, poi più volte modificato) a favore di lavoratori che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia. L'agevolazione consiste in un'esenzione parziale del reddito da lavoro: solo una quota del reddito concorre alla base imponibile IRPEF, con un risparmio fiscale significativo per i redditi medio-alti.
È stato uno degli strumenti più utilizzati dagli expat italiani di ritorno e dai lavoratori stranieri qualificati che si stabilivano in Italia.
La riforma del 2024: requisiti aggiornati
Il regime è stato significativamente riformato dal Decreto Legislativo 209/2023 (in vigore dal 1° gennaio 2024). Le regole attuali sono quindi più restrittive rispetto alla versione precedente:
Requisiti per accedere al regime (dal 2024):
- Non essere stati residenti fiscali in Italia nei tre anni precedenti il trasferimento (la versione precedente richiedeva la non residenza nei 2 anni)
- Impegnarsi a risiedere in Italia per almeno quattro anni (nella versione precedente erano due)
- Prestare lavoro dipendente o autonomo prevalentemente in Italia
- Essere in possesso di requisiti di alta qualificazione o specializzazione (laurea o qualificazione professionale documentata), oppure essere di cittadinanza italiana
Quanto vale l'agevolazione
Con le regole attuali (dal 2024):
- Esenzione del 50% del reddito da lavoro — solo la metà del reddito concorre all'IRPEF
- Esenzione del 60% se il lavoratore ha almeno un figlio minorenne al momento del trasferimento o entro i quattro anni dall'impatrio
Tetto massimo: l'agevolazione si applica fino a un reddito di €600.000 annui.
Durata: 5 anni dalla data del trasferimento della residenza fiscale in Italia.
Confronto con la versione pre-2024
Prima della riforma, il regime era più generoso e diffuso:
- Non residenza per 2 anni (non 3)
- Esenzione del 70% (non 50%), con possibilità di arrivare al 90% in alcune regioni del Sud
- Nessun requisito di laurea per i lavoratori dipendenti italiani di ritorno
Chi ha aderito al regime prima del 2024 mantiene le condizioni della versione previgente per tutta la durata del beneficio, salvo aver optato per la proroga quinquennale ora non più disponibile.
Come si fruisce dell'agevolazione
L'agevolazione si ottiene:
- Lavoratori dipendenti: comunicando al datore di lavoro il possesso dei requisiti. Il datore applica la riduzione direttamente in busta paga, applicando la ritenuta IRPEF sulla quota imponibile ridotta
- Lavoratori autonomi: indicando il regime nel Modello Redditi PF, compilando il quadro apposito e applicando l'agevolazione al momento del calcolo dell'imposta
Non è necessaria un'istanza preventiva all'Agenzia delle Entrate: l'agevolazione si auto-applica al ricorrere dei requisiti, ma vale la pena verificare i requisiti con un commercialista.
Cosa non rientra nell'agevolazione
Il regime si applica ai redditi da lavoro dipendente, autonomo e d'impresa prodotti in Italia. Non beneficiano dell'agevolazione:
- Redditi da capitale e rendite finanziarie
- Redditi da locazione
- Redditi da fonte estera (che però potrebbero comunque non essere imponibili in Italia se già tassati all'estero in base alla convenzione contro la doppia imposizione)
Perdita del beneficio
Se il contribuente trasferisce nuovamente la residenza fiscale fuori dall'Italia prima del completamento del quadriennio di residenza richiesto, perde retroattivamente i benefici già fruiti e li deve restituire con interessi.