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Possibili riforme fiscali in Italia 2025-2026: guida per expat

Le riforme 2025-2026 modificano le regole di residenza, aumentano l'imposta per neo-residenti, riducono l'IRPEF media e consolidano l'IVA in un Testo Unico.

Ultima revisione
gennaio 2026

L'Italia sta attraversando una riforma fiscale pluriennale che impatta direttamente sia i futuri nuovi residenti sia gli expat già nel Paese. Con l'avvicinarsi del 2026, comprendere le novità diventa cruciale per chi valuta di pagare le tasse in Italia, in particolare cittadini stranieri e professionisti internazionali. Questa guida offre un quadro chiaro e pratico delle riforme principali: dall'inasprimento delle regole di residenza fiscale al rincaro dell'imposta sostitutiva per neo-residenti, passando per il leggero sgravio IRPEF e l'introduzione del nuovo Testo Unico IVA.

1. Il contesto generale: legge 111/2023 e Legge di Bilancio 2026

La revisione della politica fiscale italiana nasce dalla legge delega per la riforma fiscale del 2023 (Legge 111/2023) e dalla Legge di Bilancio 2026 in evoluzione. Come di consueto, le misure concrete vengono negoziate e definite nel corso dell'autunno e entrano in vigore il 1° gennaio o in date successive indicate nei provvedimenti. Per i cittadini stranieri o gli expat che vogliono presentare la dichiarazione italiana online o trasferirsi, è essenziale tenere d'occhio:

  • Le norme già in vigore (come i nuovi criteri di residenza dal 1° gennaio 2024).
  • Le misure previste per il 2026 (come il Testo Unico IVA).
  • Le proposte ancora in discussione, in particolare il nuovo aumento dell'imposta sostitutiva per neo-residenti e il funzionamento delle norme transitorie di salvaguardia.

Restare aggiornati e pianificare la tempistica consente di sfruttare i regimi più favorevoli.

2. I nuovi criteri di residenza fiscale per le persone fisiche (in vigore dal 2024)

Una svolta significativa per expat e professionisti mobili è la nuova definizione di residenza fiscale italiana, in vigore dal 1° gennaio 2024 e disciplinata dal Decreto Legislativo 209/2023, con i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate. Consulti la pagina Agenzia delle Entrate — Residenza fiscale per le regole ufficiali.

2.1. I nuovi criteri di residenza

Dal 2024, è considerato residente fiscale in Italia se, per più di 183 giorni nel periodo d'imposta (184 negli anni bisestili), ricorre almeno una delle condizioni seguenti:

  • È iscritto nell'anagrafe della popolazione residente.
  • Ha il domicilio in Italia, ora definito per legge come il luogo in cui si sviluppano in via principale le relazioni personali e familiari (non solo gli interessi economici).
  • È fisicamente presente in Italia per la maggior parte dell'anno, anche in giorni non consecutivi.

2.2. Principali novità e impatto pratico

  • La sola presenza fisica può determinare la residenza: se trascorre 183 o più giorni in Italia (anche senza iscriversi in anagrafe), può essere considerato residente fiscale. Questo incide in particolare su nomadi digitali, studenti e lavoratori da remoto in Italia per periodi prolungati.
  • L'iscrizione anagrafica non è più una prova assoluta: pur creando una presunzione di residenza fiscale italiana, oggi è superabile con prova contraria, dimostrando che il centro effettivo della vita è all'estero.
  • Sostanza sopra la forma: la riforma valorizza il luogo dove si vive realmente e si intrattengono legami personali, non solo le iscrizioni formali.

Impatto: gli stranieri che trascorrono molto tempo in Italia troveranno più difficile evitare la residenza fiscale, anche senza passaggi formali. Al contrario, mantenere l'iscrizione anagrafica mentre si vive effettivamente all'estero offre maggiore flessibilità, a condizione di preparare documentazione solida a supporto. Particolare attenzione va riservata a chi accede all'imposta sostitutiva per neo-residenti o al regime degli impatriati, poiché la data di acquisizione della residenza determina ora l'ammissibilità e l'eventuale salvaguardia.

3. L'imposta sostitutiva per neo-residenti: più onerosa dal 2026

L'imposta sostitutiva per neo-residenti (ex art. 24-bis TUIR) consente ai soggetti ammissibili di versare un'imposta sostitutiva annuale fissa sui redditi di fonte estera al posto delle ordinarie aliquote progressive IRPEF. Sono in corso diversi cambiamenti significativi.

3.1. Come funziona il regime (fino al 2025)

  • Requisiti: deve diventare residente fiscale italiano e non esserlo stato per almeno 9 dei 10 periodi d'imposta precedenti. Il regime è aperto sia ai cittadini stranieri sia agli italiani che rientrano — consulti la pagina Agenzia delle Entrate — Regime opzionale per i neo residenti per i requisiti aggiornati.
  • Importi attuali: originariamente 100.000 € l'anno per il contribuente principale, più 25.000 € per ciascun familiare. Dall'agosto 2024 l'importo principale sale a 200.000 € per le nuove adesioni.
  • Di norma non vi è obbligo di compilazione del quadro RW (monitoraggio delle attività estere) per i redditi coperti dall'imposta sostitutiva.

3.2. Aumento previsto a 300.000 € dal 2026

La Legge di Bilancio 2026 propone di:

  • Elevare l'importo principale annuo da 200.000 € a 300.000 €.
  • Aumentare l'importo per familiare da 25.000 € a 50.000 €.
  • Applicare la nuova misura a decorrere dal 1° gennaio 2026 (in attesa di approvazione).

La modifica mira ad allineare il regime agli standard internazionali, ma potrebbe ridurne l'attrattività rispetto ai regimi analoghi di altri Paesi europei.

3.3. Salvaguardie: tre fasce in base alla data di trasferimento

  • Trasferimento in Italia prima del 10 agosto 2024: conserva per il resto della durata del regime l'importo originario di 100.000 € (più 25.000 € per ciascun familiare).
  • Trasferimento tra l'11 agosto 2024 e il 31 dicembre 2025: importo di 200.000 € (più 25.000 €).
  • Trasferimento dal 1° gennaio 2026: importo previsto di 300.000 € (più 50.000 € per familiare), se approvato.

In questo contesto "residenza" indica la dimora abituale ai sensi dell'articolo 43 del Codice Civile, un concetto strettamente collegato ma distinto dalla sola presenza in una determinata data. La tempistica e la prova della residenza fiscale italiana possono avere conseguenze rilevanti sul carico fiscale per gli anni a venire.

Impatto: per i soggetti ad alto patrimonio internazionalmente mobili, trasferirsi in Italia entro la fine del 2025 consente di cristallizzare un risparmio significativo sul lungo periodo grazie alle aliquote più favorevoli. Dopo tale data, il costo aumenta sensibilmente e potrebbe incidere sulla scelta della destinazione.

4. Novità IRPEF 2026: alleggerimento per i redditi medi

Per i lavoratori stranieri e gli expat che sono (o diventano) residenti fiscali ordinari in Italia e tassati con IRPEF, la Legge di Bilancio 2026 prevede uno sgravio contenuto:

  • L'aliquota marginale sulla fascia di reddito 28.001 €-50.000 € dovrebbe scendere dal 35% al 33% a partire dal 2026.
  • Gli altri scaglioni (23% sui redditi più bassi, 43% sui più alti) restano invariati.

Ne deriva un risparmio massimo di circa 440 € l'anno per chi ha redditi interamente compresi in questa fascia.

Impatto: pur non essendo una misura rivoluzionaria, offre un beneficio concreto a dipendenti e professionisti con redditi medi. Non cambia l'attrattività relativa del regime ordinario rispetto ai regimi speciali, ma ogni aiuto è utile.

5. Nuovo Testo Unico IVA: regole più semplici per le imprese dal 2026

Se è titolare di un'impresa, svolge attività di lavoro autonomo o intende erogare servizi digitali in Italia, deve sapere che nel 2026 arriva una revisione importante della normativa IVA:

  • Anni di frammentazione normativa saranno consolidati in un unico, più chiaro Testo Unico IVA, in vigore dal 1° gennaio 2026.
  • Il nuovo codice rifletterà la Direttiva IVA UE, semplificando il reporting transfrontaliero e allineando le regole italiane agli standard comunitari.
  • Integrerà pienamente nella normativa italiana fatturazione elettronica, obblighi di reporting digitale e dichiarazioni IVA precompilate, insieme a regole formali sul "luogo di prestazione" dei servizi digitali e online.

Impatto: imprenditori e professionisti, in particolare quelli che operano oltre confine o offrono contenuti digitali, beneficeranno di una maggiore chiarezza giuridica, a fronte dell'adeguamento a standard di compliance digitale più rigorosi.

6. Altre misure societarie e strutturali per gli investitori

Sebbene l'attenzione sia rivolta alle imposte personali, i cittadini stranieri spesso investono o detengono partecipazioni in società italiane. Le novità più rilevanti in quest'area sono:

  • Una aliquota IRES ridotta temporaneamente al 20% (dal 24%) per gli utili reinvestiti in beni qualificati nel periodo d'imposta 2025.
  • Maggiorazioni della deducibilità del costo del lavoro per nuove assunzioni e incrementi di spesa per il personale, prorogate fino al 2027.
  • Riforme amministrative: quadri di controllo fiscale potenziati, adempimento collaborativo rafforzato e razionalizzazione delle sanzioni per semplificare la gestione tributaria d'impresa.
  • Misure specifiche per il settore finanziario potrebbero incidere sulla scelta della sede operativa di investitori e gestori.

Impatto: un contesto fiscale d'impresa in evoluzione può rendere l'Italia più attraente per l'attività economica concreta, soprattutto se combinato con gli incentivi personali, in particolare per imprenditori attivi a livello internazionale pronti a investire o assumere sul territorio.

7. Implicazioni pratiche e aspetti di pianificazione per stranieri ed expat

  • La residenza si attiva più facilmente: trascorrere 183 o più giorni in Italia, a prescindere dall'iscrizione anagrafica, può qualificarla come residente fiscale. Monitori il conteggio dei giorni e valuti dove si trova il suo "centro di vita".
  • L'iscrizione anagrafica resta importante: crea una presunzione, ma non è più definitiva. Conservi sempre prove a supporto del luogo in cui vive, soprattutto in situazioni complesse.
  • L'imposta sostitutiva per neo-residenti diventa più costosa: trasferirsi prima delle nuove soglie (agosto 2024 e dicembre 2025) può far risparmiare centinaia di migliaia di euro nel tempo. Pianifichi in anticipo se sta valutando il trasferimento.
  • IRPEF leggermente più leggera per i redditi medi: il taglio del 2% offre un risparmio annuale contenuto ma concreto a molti dipendenti e professionisti.
  • Arrivano le riforme per le imprese: il nuovo Testo Unico IVA e gli incentivi societari rendono l'Italia più attraente per imprenditori e titolari di impresa, anche se potranno richiedere un aggiornamento dei sistemi di compliance.

Con una normativa fiscale italiana in rapida evoluzione e alcune misure ancora in attesa dell'approvazione parlamentare, per cittadini stranieri ed expat è fondamentale:

  • Valutare la probabile posizione di residenza fiscale italiana alla luce delle nuove regole.
  • Decidere se e quando i regimi speciali (come l'imposta sostitutiva per neo-residenti) sono favorevoli e muoversi prima delle scadenze di salvaguardia chiave.
  • Stimare l'impatto delle modifiche IRPEF e IVA previste sui propri redditi da lavoro o d'impresa.

Data la complessità e l'entità delle cifre in gioco, una pianificazione accurata è fortemente consigliata. ItalianTaxes.com consente di presentare la dichiarazione italiana online, monitorare la posizione di residenza fiscale e mantenere la compliance, il tutto attraverso una piattaforma tecnologica semplice che fluidifica ogni passaggio. Si registri oggi per un servizio affidabile, paperless e pienamente conforme, ovunque lei si trovi nel mondo e quali che siano i suoi obiettivi.

Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza fiscale, legale o finanziaria personalizzata. Le regole fiscali italiane cambiano di frequente: verifichi sempre la propria situazione specifica consultando le indicazioni aggiornate dell'Agenzia delle Entrate o si rivolga a un commercialista qualificato.