Cedolare secca e tassazione ordinaria degli affitti in Italia: guida completa
Confronto tra cedolare secca (21% o 10%) e tassazione ordinaria IRPEF sui redditi da locazione in Italia. Pro, contro, esempi di calcolo e criteri per scegliere il regime più conveniente.
- Scritto da
- ItalianTaxes Editorial Team
- Ultima revisione
- marzo 2025
Se percepisce canoni di locazione in Italia, comprendere le opzioni di tassazione è fondamentale. Due sono i regimi principali che si applicano ai redditi da locazione residenziale: il regime della flat tax, la cedolare secca, e il regime progressivo ordinario dell'IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche). Ognuno presenta pro, contro, aliquote e requisiti distinti.
Cedolare secca: il regime della flat tax sui canoni di locazione
Aliquote e ambito di applicazione
- Cedolare secca al 21% sulla maggior parte dei contratti di locazione residenziale, sia di lunga durata sia brevi (cioè inferiori a 30 giorni per singolo soggiorno).
- Cedolare secca al 26% sui redditi dal secondo, terzo e quarto immobile (quando utilizzati per locazioni brevi). In alcune aree ad alta tensione abitativa o nei contratti a "canone concordato" può essere disponibile un'aliquota ridotta al 10%, sebbene con requisiti stringenti.
- La cedolare secca sostituisce integralmente l'imposta di registro e l'imposta di bollo.
Requisiti di accesso
- Disponibile per i locatori persone fisiche (non società né imprese professionali di locazione) che affittano immobili residenziali (categorie da A/1 ad A/11, escluso A/10).
- Per le locazioni brevi (meno di 30 giorni), l'aliquota al 21% si applica solo al primo immobile. Gli ulteriori immobili sono tassati al 26%. Se gestisce più di quattro immobili in locazione breve, può essere considerato un'attività d'impresa con applicazione di regole diverse, inclusa l'IVA.
Nota sugli aggiornamenti recenti: dal periodo d'imposta 2026, la soglia oltre la quale l'attività di locazione breve viene trattata come attività d'impresa è scesa da 4 a 2 unità residenziali. Consulti la pagina Agenzia delle Entrate — Cedolare secca per le regole vigenti.
Pro della cedolare secca
- Semplicità: aliquota fissa sul canone lordo. Nessun calcolo di deduzioni né ricevute da raccogliere.
- Niente imposte aggiuntive: imposta di registro e di bollo non sono dovute sui contratti ammissibili.
- Ritenuta automatica: se utilizza piattaforme online come Airbnb, l'imposta può essere trattenuta e versata direttamente.
- Prevedibilità finanziaria: l'aliquota fissa rende semplice la pianificazione e il budget.
Contro della cedolare secca
- Niente deduzioni di spese: commissioni d'agenzia, manutenzione, pulizie, riparazioni e interessi del mutuo non possono essere scomputati.
- Canone bloccato: non può aumentare il canone per la durata del contratto, neppure per l'inflazione.
- Ambito limitato: si applica principalmente ai contratti residenziali in nome proprio. Non adatto a società, attività d'impresa o a più immobili in alto volume.
Esempio: calcolo con cedolare secca
Se percepisce 10.000 € all'anno di canone dal Suo primo immobile residenziale ammissibile, con la cedolare secca al 21% paga:
Imposta dovuta: 2.100 €
Reddito netto dopo le imposte: 7.900 €
Tassazione ordinaria progressiva (IRPEF)
Aliquote e ambito
- Il reddito da locazione si somma agli altri redditi personali ed è tassato alle aliquote progressive (attualmente 23%, 25%, 35%, 43%).
- Si è tassati solo sul 95% del canone lordo, per riconoscere alcuni costi presunti.
- Le spese deducibili come costi di manutenzione, commissioni d'agenzia, gestione dell'immobile e interessi del mutuo possono ridurre ulteriormente la base imponibile.
Requisiti di accesso
- Disponibile per tutti i proprietari: persone fisiche, società, residenti e non residenti.
- Si applica sia alle locazioni brevi sia a quelle di lunga durata, salvo esplicita opzione per la cedolare secca. Le definizioni di base si trovano nel TUIR — DPR 917/1986 (Normattiva).
Pro dell'IRPEF ordinaria
- Deduzione delle spese: tutti i costi ammissibili legati all'immobile sono deducibili, riducendo il carico fiscale complessivo.
- Flessibilità: l'IRPEF funziona per ogni tipologia di contratto di locazione e il canone può essere aggiornato secondo quanto pattuito o secondo l'indice annuale ISTAT.
- Applicazione più ampia: include società, attività d'impresa e tutte le classificazioni di immobili.
Contro dell'IRPEF ordinaria
- Imposte più elevate per i redditi alti: per i locatori con redditi elevati, l'aliquota marginale IRPEF applicabile può superare la cedolare secca.
- Rendicontazione più complessa: richiede una documentazione puntuale delle spese e una dichiarazione più articolata.
- Imposte aggiuntive: ogni nuovo contratto richiede registrazione separata e il pagamento delle imposte correlate.
Esempio: calcolo con IRPEF
Se percepisce 10.000 € di canone e può dedurre 2.000 € di spese ammissibili:
Reddito imponibile: 95% × (10.000 € – 2.000 €) = 7.600 €
Supponendo che il reddito complessivo La posizioni nello scaglione al 35%:
Imposta dovuta: 2.660 €
Reddito netto dopo le imposte: 7.340 €
Cedolare secca e IRPEF: differenze chiave a colpo d'occhio
- Aliquota: la cedolare secca è fissa (21% o 26%); l'IRPEF è progressiva (23%–43%).
- Base imponibile: la cedolare secca si calcola sul canone lordo senza deduzioni. L'IRPEF consente di dedurre spese e tassa solo il 95% del canone netto.
- Requisiti: la cedolare secca è riservata principalmente alle persone fisiche che affittano immobili residenziali. L'IRPEF copre tutti i tipi di immobili e tutti i proprietari, società incluse.
- Altre imposte: la cedolare secca sostituisce l'imposta di registro; l'IRPEF richiede il pagamento delle imposte collegate al contratto.
- Semplicità: la cedolare secca vince per facilità; l'IRPEF comporta più lavoro contabile.
- Vantaggio netto: la cedolare secca è di norma la scelta migliore per chi si trova negli scaglioni IRPEF più alti e ha spese deducibili contenute. L'IRPEF può essere conveniente con molte spese legate all'immobile o quando il reddito complessivo rientra negli scaglioni più bassi.
Indicazioni pratiche: quale scegliere?
- La cedolare secca è ideale se dà valore alla semplicità, sa che le spese sono contenute e si colloca in uno scaglione medio-alto.
- L'IRPEF ordinaria può essere preferibile con spese deducibili significative o quando il reddito complessivo è abbastanza basso da restare al di sotto della piatta al 21%.
- Importante: indichi esplicitamente l'opzione per la cedolare secca nel contratto o al momento del rinnovo. Il cambio di regime è possibile anno per anno, con il giusto preavviso.
- Casi complessi: se gestisce più immobili, opera come impresa o ha contratti a canone concordato, si rivolga a un commercialista qualificato per garantire la conformità e individuare il regime più vantaggioso.
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Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza fiscale, legale o finanziaria personalizzata. Le regole fiscali italiane cambiano di frequente: verifichi sempre la propria situazione specifica consultando le indicazioni aggiornate dell'Agenzia delle Entrate o si rivolga a un commercialista qualificato.
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