Comprare e vendere immobili in Italia: guida fiscale per acquirenti e venditori stranieri
Guida fiscale all'acquisto e alla vendita di immobili in Italia per cittadini stranieri: plusvalenze, imposta di registro, IVA, spese notarili, agevolazioni prima casa e IMU sulle seconde case.
- Scritto da
- ItalianTaxes Editorial Team
- Ultima revisione
- aprile 2025
Che si tratti di trasferirsi, acquistare una casa per le vacanze o investire nel mercato immobiliare italiano, comprendere le implicazioni fiscali è essenziale per un'operazione serena ed economicamente efficiente. Il sistema fiscale italiano sugli immobili prevede diverse imposte una tantum e ricorrenti, con differenze notevoli tra residenti, non residenti e chi beneficia delle agevolazioni "prima casa". Questa guida chiarisce le principali imposte e spese, offrendo un quadro chiaro ad acquirenti internazionali, espatriati e proprietari non residenti.
Imposte all'acquisto: cosa si paga quando si compra un immobile
- Acquisto da privato o società in regime di esenzione IVA:
- Imposta di registro: 9% sul valore catastale, con un minimo di 1.000 €.
- Imposta catastale: 50 € (fissa).
- Imposta ipotecaria: 50 € (fissa).
- Acquisto da società con IVA:
- IVA: 10% (o 22% per gli immobili di lusso: categorie catastali A/1, A/8, A/9).
- Imposte di registro, catastale e ipotecaria: 200 € ciascuna (fisse).
- Agevolazioni "prima casa":
- Gli acquirenti che ne hanno diritto pagano solo il 2% di imposta di registro (minimo 1.000 €), con imposte ipotecaria e catastale pari a 50 € ciascuna in caso di acquisto da privato.
- Se l'acquisto avviene da società soggetta a IVA, l'IVA è ridotta al 4%.
Spese notarili in Italia: un costo obbligatorio (e negoziabile)
- Ogni compravendita immobiliare italiana deve essere finalizzata da un notaio, le cui spese sono a carico dell'acquirente.
- Compenso medio: di norma dall'1% al 2,5% del prezzo dichiarato, a seconda del valore dell'immobile, dell'ubicazione e della complessità della pratica.
- L'IVA al 22% si aggiunge al compenso del notaio.
- Può scegliere liberamente il Suo notaio: confrontare i preventivi può portare a risparmi significativi sull'operazione complessiva.
IVA: quando si applica sugli immobili italiani
- L'IVA si applica solo all'acquisto di immobili nuovi o ristrutturati in modo sostanziale presso costruttori soggetti a IVA. Nelle rivendite tra privati si applica solo l'imposta di registro.
- Aliquote IVA standard:
- 10% sulla maggior parte degli immobili.
- 22% sugli immobili di lusso (A/1, A/8, A/9).
- 4% per gli acquisti "prima casa" in presenza di tutti i requisiti.
Imposta sulle plusvalenze: cosa succede se vende l'immobile?
- Aliquota sulla plusvalenza: 26% sull'eventuale profitto se vende entro 5 anni dall'acquisto, calcolato sulla differenza tra prezzo di vendita e costo d'acquisto originario (oltre ai costi documentati di miglioria). La disciplina di riferimento è contenuta nel TUIR — DPR 917/1986 (Normattiva).
- Esenzioni:
- Nessuna imposta sulle plusvalenze se l'immobile è stato la Sua abitazione principale per la maggior parte del periodo di possesso, anche se venduto entro 5 anni.
- Dopo 5 anni, tutte le vendite sono esenti dall'imposta sulle plusvalenze, indipendentemente dallo status di residenza.
Agevolazioni "prima casa": benefici e requisiti
- Non può possedere altre abitazioni nello stesso comune né aver già usufruito del beneficio "prima casa" altrove, salvo che rispetti i termini di vendita del precedente immobile.
- Deve stabilire la residenza nel comune del nuovo immobile entro 18 mesi.
- Gli immobili di lusso (A/1, A/8, A/9) sono esclusi dalle agevolazioni prima casa.
- Aggiornamento 2025: il termine entro cui vendere la precedente "prima casa" conservando le agevolazioni è stato esteso da 12 a 24 mesi, offrendo maggiore flessibilità in caso di trasferimento o upgrade abitativo.
IMU: l'imposta municipale ricorrente
- L'IMU (Imposta Municipale Unica) si applica alle seconde case, agli immobili locati e alle abitazioni principali di lusso.
- Le aliquote variano a seconda del comune, generalmente dallo 0,76% all'1,14% del valore catastale per le seconde case, e dallo 0,5% allo 0,68% per le abitazioni principali di lusso.
- La maggior parte delle abitazioni principali non di lusso è esente da IMU.
Obblighi specifici per i non residenti e gli acquirenti stranieri
- Trattamento "seconda casa": se non intende trasferirsi in Italia e stabilirvi la residenza, pagherà di norma l'imposta di registro al 9% della seconda casa e non potrà accedere alle agevolazioni prima casa.
- Imposta patrimoniale (IVIE): alcuni non residenti potrebbero dover dichiarare l'immobile italiano nelle imposte patrimoniali del proprio Paese d'origine. Per i residenti italiani che detengono immobili all'estero, consulti la pagina IVIE — Agenzia delle Entrate.
- Requisiti di traduzione: se non parla italiano, alla firma dell'atto definitivo deve essere presente un traduttore giurato, con un costo di circa 250 €–350 €.
- Trasferimenti valutari: i trasferimenti internazionali per l'acquisto possono comportare costi dal 2% al 4% dell'importo trasferito.
- Adempimenti nel Paese d'origine: verifichi le regole del Suo Paese: potrebbe dover dichiarare l'immobile italiano e i relativi redditi.
- Provvigioni d'agenzia: le agenzie immobiliari italiane applicano di norma all'acquirente una commissione del 2%–5% del prezzo di acquisto più IVA, con una quota analoga a carico del venditore.
Buone pratiche e consigli per acquirenti e venditori stranieri
- Scelga il notaio con cura: svolge un ruolo centrale nel garantire la solidità della Sua operazione e può proporre variazioni tariffarie significative.
- Preveda i costi "nascosti": provvigioni d'agenzia, spese di traduzione, attivazione delle utenze, assicurazioni e manutenzione ordinaria, soprattutto nei condomini dove possono applicarsi spese condominiali.
- Chieda consulenza fiscale per tempo su IMU e sulla possibilità di ottenere le agevolazioni prima casa come nuovo residente.
- Valuti i tempi di vendita: se vende prima dei cinque anni senza aver utilizzato l'immobile come abitazione principale, si prepari all'imposta sulle plusvalenze del 26% sul profitto.
Imposte e spese immobiliari italiane a colpo d'occhio (aggiornato)
- Acquisto prima casa (venditore privato): 2% imposta di registro (minimo 1.000 €), nessuna IVA, 50 € imposte ipotecaria e catastale, notaio 1–2,5% + IVA, possibile esenzione sulle plusvalenze, in gran parte esente da IMU.
- Acquisto seconda casa (venditore privato): 9% imposta di registro, 50 € imposte ipotecaria e catastale, notaio 1–2,5% + IVA, 26% di imposta sulle plusvalenze se non abitazione principale e venduta entro 5 anni, soggetta a IMU.
- Acquisto da costruttore (non di lusso): 200 € imposte di registro/catastale/ipotecaria, 10% IVA, notaio 1–2,5% + IVA, 26% di imposta sulle plusvalenze (se entro 5 anni e non abitazione principale), soggetta a IMU.
- Acquisto da costruttore (di lusso): 200 € imposte di registro/catastale/ipotecaria, 22% IVA, notaio 1–2,5% + IVA, 26% di imposta sulle plusvalenze (se entro 5 anni e non abitazione principale), soggetta a IMU.
Nota: nelle operazioni tra privati sul mercato secondario si applica sempre un'imposta catastale fissa di 50 € e un'imposta ipotecaria fissa di 50 €, oppure 200 € ciascuna quando è dovuta l'IVA.
Conclusione: massimizzi risparmio fiscale e tranquillità
Che stia pensando di godersi "la dolce vita" come nuovo residente, acquistare una casa vacanza o investire nel mercato immobiliare italiano, comprendere queste imposte è solo l'inizio. Una pianificazione anticipata è decisiva per valutare l'IMU, assicurarsi le agevolazioni prima casa e prevenire errori costosi, soprattutto per gli acquirenti stranieri e non residenti.
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Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza fiscale, legale o finanziaria personalizzata. Le regole fiscali italiane cambiano di frequente: verifichi sempre la propria situazione specifica consultando le indicazioni aggiornate dell'Agenzia delle Entrate o si rivolga a un commercialista qualificato.
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