Come dichiarare i redditi Airbnb in Italia: guida fiscale per host
Dal 1° gennaio 2025, Airbnb e le piattaforme simili devono trattenere il 21% sui canoni di locazione breve come ritenuta d’acconto. Scopra come dichiarare correttamente.
- Scritto da
- ItalianTaxes Editorial Team
- Ultima revisione
- marzo 2025
Introduzione
Affittare un immobile tramite Airbnb in Italia può essere un’opportunità redditizia per i proprietari, ma comporta anche specifici obblighi fiscali da rispettare per evitare sanzioni e garantire la conformità alla normativa italiana. Che sia un residente italiano o un non residente che affitta la propria casa vacanze, sapere come dichiarare correttamente i canoni di locazione, applicare il regime fiscale adeguato e adempiere agli obblighi tributari è essenziale. Questa guida offre una panoramica su come gli host Airbnb in Italia dovrebbero gestire i propri obblighi fiscali.
Chi deve pagare le tasse sui redditi Airbnb?
Se percepisce redditi da locazioni brevi in Italia tramite Airbnb o altre piattaforme, è tenuto a dichiararli e pagare le tasse, sia come residente sia come non residente.
- Residenti: devono dichiarare i redditi ovunque prodotti, inclusi i canoni Airbnb percepiti da immobili in Italia e all’estero.
- Non residenti: sono tassati solo sui redditi di fonte italiana, quindi se possiede un immobile in Italia ma vive all’estero, deve comunque dichiarare e versare le imposte sui canoni di locazione.
Scegliere il regime fiscale più adatto per gli affitti Airbnb
In Italia gli host dispongono di due principali opzioni di tassazione per i canoni di locazione:
1. Cedolare secca (imposta sostitutiva) — 21% o 26%
- Si tratta di un’imposta sostitutiva che consente all’host di applicare una flat tax del 21% sui canoni delle locazioni residenziali. Consulti la pagina Agenzia delle Entrate — Cedolare secca per le regole ufficiali.
- Per le locazioni brevi (inferiori a 30 giorni per soggiorno), l’aliquota è del 26%, a condizione che l’attività non sia qualificata come d’impresa.
- I locatori che optano per la cedolare secca non versano addizionali regionali e comunali.
- Tuttavia, chi sceglie questo regime non può dedurre le spese relative a manutenzione, utenze o gestione dell’immobile.
Nota sugli aggiornamenti recenti: dal periodo d’imposta 2026, la soglia oltre la quale l’attività di locazione breve è trattata come attività d’impresa è scesa da 4 a 2 unità immobiliari. Consulti la pagina Agenzia delle Entrate — Cedolare secca per le regole aggiornate.
2. IRPEF progressiva
- Se non opta per la cedolare secca, i canoni di locazione Airbnb sono soggetti all’IRPEF progressiva italiana:
- 23% sui redditi fino a 28.000 €
- 35% sui redditi da 28.001 € a 50.000 €
- 43% sui redditi oltre 50.000 €
Spese deducibili: gli host che scelgono la tassazione IRPEF possono dedurre alcune spese, come costi di manutenzione, utenze, spese di gestione dell’immobile e interessi passivi sul mutuo.
Registrazione presso le autorità fiscali italiane
Prima di affittare il Suo immobile su Airbnb, potrebbe dover registrarsi presso le autorità fiscali italiane, soprattutto se intende affittare spesso. I passaggi chiave includono:
- Ottenere il codice fiscale: necessario per qualsiasi adempimento fiscale in Italia.
- Presentare la SCIA: se opera come impresa, deve notificarlo al proprio comune tramite la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA).
- Iscriversi all’IVA (se applicabile): se l’attività di locazione è considerata strutturata come impresa, può essere richiesta l’iscrizione all’IVA.
Come dichiarare i redditi Airbnb
Gli host Airbnb devono dichiarare i canoni di locazione nella dichiarazione dei redditi italiana annuale:
- Residenti: dichiarano i redditi Airbnb nel Modello 730 o nel Modello Redditi PF entro il 30 novembre di ogni anno.
- Non residenti: dichiarano i canoni di locazione nel Modello Redditi PF nella sezione non residenti.
- Acconti d’imposta: alcuni contribuenti possono dover versare acconti d’imposta sulla base dei redditi dell’anno precedente.
IVA e imposta di soggiorno per gli affitti Airbnb
In base al comune, gli host Airbnb possono essere tenuti a riscuotere e versare:
- Imposta di soggiorno: applicata per notte e per ospite e versata al comune locale.
- IVA (se applicabile): di norma, gli host privati che affittano un immobile sono esenti da IVA, ma gli operatori professionali devono applicare e versare l’IVA al 10% o al 22%.
Altri aspetti fiscali per gli host Airbnb
Ritenuta d’acconto sulle locazioni brevi
Dal 2021, la normativa italiana impone alle piattaforme come Airbnb di applicare una ritenuta d’acconto per conto dell’erario italiano. Se Airbnb riscuote i pagamenti per Suo conto, viene trattenuta una ritenuta del 21% dai canoni prima dell’accredito. Gli host devono dichiarare questa ritenuta nella dichiarazione annuale e assicurarsi che eventuali debiti d’imposta residui siano regolati.
Obblighi di registrazione comunali
Molti comuni italiani richiedono agli host Airbnb di registrare l’immobile come locazione breve e di ottenere un codice CIR (Codice Identificativo Regionale) univoco. La mancata registrazione può comportare sanzioni o la rimozione dell’annuncio dalle piattaforme.
Conformità e sanzioni
La mancata dichiarazione dei canoni di locazione o il mancato versamento delle imposte può comportare sanzioni e controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. Sanzioni comuni includono:
- Omessa dichiarazione: sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta.
- Ritardato pagamento: possono essere applicati interessi e ulteriori sanzioni.
- Mancata riscossione dell’imposta di soggiorno: i comuni possono sanzionare la mancata riscossione o il mancato versamento dell’imposta dagli ospiti.
Come ItalianTaxes.com può aiutarLa
Gestire la tassazione dei redditi Airbnb in Italia può essere difficile, specialmente per gli host non residenti. ItalianTaxes.com, in collaborazione con Studio Metta, offre consulenza specialistica, soluzioni fiscali digitali e supporto alla conformità per semplificare la dichiarazione. La nostra piattaforma garantisce una rendicontazione accurata, pagamenti puntuali e piena conformità alle regole fiscali italiane, rendendo la stagione fiscale senza stress per gli host Airbnb.
Conclusione
Affittare un immobile su Airbnb in Italia richiede un’attenta pianificazione fiscale e il rispetto delle norme locali. Sia che scelga la cedolare secca o l’IRPEF, dichiarare correttamente i canoni di locazione è la chiave per evitare sanzioni e restare in regola. Conoscendo le regole fiscali, tenendo traccia delle scadenze e affidandosi a servizi fiscali professionali come ItalianTaxes.com, gli host Airbnb possono gestire con sicurezza i loro redditi e concentrarsi sulla massima valorizzazione del proprio immobile.
Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza fiscale, legale o finanziaria personalizzata. Le regole fiscali italiane cambiano di frequente: verifichi sempre la propria situazione specifica consultando le indicazioni aggiornate dell'Agenzia delle Entrate o si rivolga a un commercialista qualificato.
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